L'arte di Felice Giani


Felice Giani (San Sebastiano Curone, 15 dicembre 1758 - Roma, 11 gennaio 1823) è stato un pittore e decoratore, “autentica celebrità” del suo tempo, conteso tra i più facoltosi committenti italiani ed europei. 

Viene ritenuto uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo.  

A Pavia fu allievo di Antonio Galli da Bibiena. Nel 1778 si trasferì a Bologna per proseguire gli studi. Nella città felsinea vinse un premio attribuitogli dall'Accademia Clementina (presso la quale studiava) grazie all'opera "Il Battesimo di Cristo". 

Nel 1780 è documentata la sua presenza a Roma,  sotto la protezione del principe Andrea Doria Pamphili, per perfezionare la propria arte sotto la guida dell'architetto Giovanni Antonio Antolini. In quel periodo Felice Giani ebbe modo di studiare da vicino le decorazioni della Domus Aurea e degli altri monumenti romani, ai quali si ispirò durante tutta la vita.

Cristoforo Unterperger lo incaricò di riprodurre gli ornati delle Logge di Raffaello in Vaticano su encausti inviati a Caterina II di Russia, che li collocò nell’Ermitage. Negli anni tra il 1780 e il 1786 decorò alcune sale presso Palazzo Chigi. Nello stesso periodo lavorò anche nel Palazzo Antonelli Castracane Augusti dalle 100 finestre.

Nel 1786 realizzò le decorazioni presso la Galleria del Palazzo Conti Sinibaldi di Faenza.

Nel 1789 fu nominato accademico dell'Accademia Clementina e fu chiamato a Roma per decorare alcuni ambienti presso la Villa Borghese. Nello stesso anno iniziò a realizzare le tempere di Palazzo Altieri a Roma.

Nel 1790 Felice Giani fondò l'Accademia de' Pensieri. Dopo qualche anno riuscì a realizzare la propria Bottega, nella quale coinvolse il pittore mantovano Gaetano Bertolani, lo scultore riminese Antonio Trentanove e, successivamente, i fratelli faentini Francesco e Giovan Battista Ballanti Graziani, oltre al pittore di origine svizzera Marco Antonio Trefogli: nacque, così, uno dei principali "cenacoli" artistici italiani.

Nel 1802 realizzò, assieme ai propri collaboratori, le decorazioni di Palazzo Milzetti a Faenza. Nella città romagnola realizzò anche le tempere nei Palazzi Morri, Cavina e Pasolini.

Nel 1803 fu chiamato a Parigi per decorare i Gabinetti Napoleonici alla Malmaison e il Palazzo delle Tuileries. Ritornato in Italia, fu incaricato di realizzare le decorazioni del Palazzo imperiale di Venezia e di vari edifici a Bologna (tra cui Palazzo Aldini), Ferrara, Ravenna e Forlì (Palazzo Gaddi, Palazzo Talenti Framonti e Palazzo Comunale).  

A Cesena realizzò il ciclo decorativo di Palazzo Sirotti Gaudenzi, composto da varie tempere, tra cui «La partenza di Attilio Regolo» (presente nel salone d'onore) e «Edipo davanti alla grotta delle Eumenidi» (realizzata per la sala ottagonale). Successivamente, decorò il Palazzo del Quirinale a Roma. Proprio sul sito web del Quirinale  viene indicato come "il più originale dei pittori neoclassici italiani, artista che aderì con entusiasmo all’ideologia rivoluzionaria e all’espansione dell’impero napoleonico". Nel 1806 realizzò opere all'interno del Palazzo dell'Ambasciata di Spagna a Roma .

Nel 1812 coordinò le decorazioni presso il Teatro di Imola e nel 1814 lavorò presso il Teatro di Bologna. L'anno successivo fu chiamato ad abbellire il Teatro di Pesaro. 

Nominato membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon nel 1819, negli ultimi anni di vita eseguì importanti opere nei Palazzi Capitolini, realizzate in occasione della visita di Francesco I d’Austria e nel Teatro Valle (presso il Cooper Hewitt Museum di New York si conserva il progetto autografo della decorazione).


La sua monumentale attività è stata in larga parte ricostruita grazie al ritrovamento del prezioso taccuino (conservato a San Sebastiano Curone), in cui sono annotati i momenti più significativi del suo percorso artistico, tra cui la realizzazione del ciclo di decorazioni presenti presso il Palazzo Sirotti Gaudenzi di Cesena.